viaggi

Tre giorni a Edimburgo: cosa visitare e dove mangiare

Del fascino di Edimburgo e dei motivi per visitarla ne abbiamo già parlato nel post precedente, vi consiglio di leggerlo per capire se la capitale scozzese possa fare al caso vostro o meno. Di certo non è una città che può lasciarvi indifferenti, avendo una precisa identità culturale e architettonica. Fondamentalmente si sviluppa in due grandi zone: la città vecchia e quella nuova, attorno alle quali si sviluppano poi altri distretti, il tutto visitabile in pochissimi giorni e rigorosamente a piedi. Edimburgo infatti è una capitale a misura d’uomo, percorribile in lungo e in largo, con pochissimo traffico e molte zone pedonali. Anzi, l’ideale sarebbe proprio godersi le lunghe passeggiate tra i closes colorati della città vecchia e nei numerosi parchi cittadini.

Vi racconto come abbiamo strutturato il nostro viaggio di tre giorni a Edimburgo, organizzato con l’agenzia Isola Bianca, un soleggiato weekend di Maggio, un clima decisamente fortunato e insolito nel bizzoso Regno Unito.

A proposito, se vi attirano i viaggi di gruppo (per conoscere nuove persone, perché non trovate mai la persona giusta che vi accompagna, per fare degli itinerari particolari) sappiate che la prossima tappa dei nostri viaggi è nientepocodimenocheNEW YORK, nel periodo più bello. Autumn in New York vi dice qualcosa? Prenotatevi qui.

Primo giorno

Dal nostro hotel nella New Town ci siamo subito diretti verso Princes Street, l’arteria principale della città, nonché una delle vie più trafficate e commerciali di Edimburgo. Dopo aver adocchiato il Balmora Hotel (lussuoso albergo in cui J.K. Rowling ha messo la parola fine alla saga di Harry Potter), siamo arrivati all’imponente monumento Scott dedicato al più celebre scrittore scozzese, una torre di oltre 60 metri in stile gotico. Il pomeriggio è trascorso procedendo all’interno dei giardini di Princes Street (spettacolare parco cittadino tra le guglie dell’Old Town e la New Town), ammirando il Floral Clock (un orologio funzionante dal 1903 realizzato con dei veri fiori) e passeggiando fino alla Ross Fountain, dove si trova anche la statua commemorativa di Stevenson. Il parco dà una vista spettacolare sul Castello di Edimburgo ma offre anche uno spaccato sulla cura che i cittadini riservano ad ogni centimetro della città. È tutto ben tenuto, ogni scorcio d’interesse è segnalato e incorniciato. Dopo essere usciti dal parco ed esserci immessi di nuovo in Princes Street, ne abbiamo approfittato per una pausa shopping con una breve visita a Waterstones, la catena di librerie più importante e fornita del Regno Unito.

Due alternative per la seconda parte del pomeriggio: 

A soli 15 minuti a piedi dai giardini, dopo aver attraversato il suggestivo ponte di Dean bridge, sospeso nel verde, si trova il quartiere Dean’s Village, un luogo avulso dalla realtà cittadina – benché vicinissima – fondato per accogliere una comunità di mugnai, di cui sono rimasti i mulini. Questa oasi, percorsa dal fiume, pare abbia ispirato l’incantato villaggio di Hogsmeade all’interno di Harry Potter.

oppure 

potete decidere di rimanere in zona, dedicando tempo allo shopping e alle passeggiata per le eleganti strade georgiane della new town, un tempo fulcro delle attività finanziarie di Edimburgo e oggi sede di boutique (date un’occhiata a Thistle St) e ristoranti alla moda. Consigli fotografici: Circus Lane e la libreria Golden Hare Books, spostandovi leggermente a nord ma a Edimburgo le distanze sono davvero ridotte. 

Altre attrazioni importanti della New Town sono assolutamente Charlotte Square, un gioiello architettonico in stile neoclassico, dove sul lato nord si può ammirare la Georgian House (e un parco in cui abbiamo avvistato persino uno scoiattolo); e anche proseguendo su George Street, ricca di cocktail bar, St. Andrew Square, una delle piazze principali della New Town, che ricordiamo è uno dei siti georgiani e neoclassici meglio conservati al mondo, tanto da essere diventato patrimonio Unesco. Certo, se abitaste in zona – insieme al Primo Ministro – tornando a casa ubriachi avreste un po’ di difficoltà a riconoscere casa vostra perché si assomigliano tutte ma in maniera gloriosa.

Infine, è cosa buona e giusta, concludere la serata, magari in concomitanza con il tramonto a Calton Hill, un punto panoramico mozzafiato della città e sede del Nelson Monument, realizzato per commemorare la vittoria di Nelson a Trafalgar nel 1805, dalla peculiare forma di un telescopio capovolto. C’è anche una “piccola” imitazione del pantheon.

Dove abbiamo mangiato: a pranzo abbiamo provato Eden’s Kitchen (tutta la via è piena di posti carini per un pranzo che non vi appesantisca come il tipico pasto da pub) – A cena invece abbiamo provato uno dei molti pub di Rose Street, in pieno centro. Il fish and chips prima o poi vi tocca. Se volte qualcosa di più ricercato potete invece recarvi al The Dome, un ristorante installato in una ex banca.

Per un cocktail: Oxford bar, Panda & Sons o Bramble coktail

Secondo giorno

Dedicate almeno due ore alla visita del Castello di Edimburgo, l’attrattiva principale della città nonché simbolo della capitale. Sono diversi gli edifici che compongono il vasto e suggestivo complesso del Castello: dal Royal Palace al One O’Clock Gun. Anche qui tanti i punti panoramici e tanti anche gli unicorni, simbolo della Scozia. Se siete affascinati dalle storie reali questo è il posto che fa per voi: potrete ammirare infatti i gioielli della Corona e gli appartamenti stravaganti di Mary Stuart.

Successivamente, dall’esplanade, la piazza d’armi all’ingresso del Castello, muovetevi in direzione di Castlehill, che vi porterà al Royal Mile, la strada più antica di Edimburgo, divisa in quattro tratti, che collega il castello alla residenza della regina ovvero Holyroodhouse. Lungo tutto il percorso incorrerete in artisti di strada che suonano la cornamusa, negozi di souvenir e tantissime curiosità storiche come l’Heart of Midlothian, un mosaico a forma di cuore che segna il punto dove sorgevano le carceri cittadine. È tradizione sputarvi sopra in segno di scaramanzia.

In uno dei close del Royal Mile, si trova il Writer’s museum, un piccolo museo dentro il vicoletto di Lady Stair’s close, che permette di conoscere con una rapida visita la storia dei principali autori scozzesi (Stevenson, Scott e Burns). Una piacevole mezz’ora. Più sotto, proseguendo sempre lungo il Royal Mile, arriverete fino alla Cattedrale di Sant’Egidio, risalente al XV secolo, dedicata al patrono della città, salvatore di cervi. La visita è gratuita ma è gradita un’offerta.  

Altre alternative per la seconda parte del pomeriggio: 

Passeggiata per le viuzze pittoresche del Grassmarket (un tempo mercato del bestiame e luogo di esecuzioni pubbliche, oggi quartiere dinamico e giovanile) e di Cowgate, dove è presente la Diagon Alley di Edimburgo ovvero Victoria’s street, ricca di botteghe e edifici colorati da fotografare. Sempre in zona è possibile visitare alcune librerie molto suggestive come l’Armchair’s books, la Peter Bell Books e la Edinburgh Books, tutte affiancate l’una all’altra. Se vi piacciono gli scaffali polverosi, sono i posti che fanno per voi!

Non potete dire di essere stati davvero a Edimburgo se non concludete il tragitto del Royal Mile, passando per lo Scottish Parliament (in fondo al Royal Mile, è forse l’edificio più strano e controverso di Edimburgo, aperto nel 2004 come sede del Parlamento scozzese, è un elaborato connubio di forme architettoniche insolite), fino ad arrivare a Holyroodhouse (la residenza ufficiale della regina in Scozia).  

A tardo pomeriggio, ancora non paghi della passeggiata, abbiamo deciso di coronare il pomeriggio arrampicandoci sull’Arthur’s seat, un altro punto panoramico meraviglioso della città. Se non vi spaventano 45 minuti in salita, vale davvero la pena. Gli anziani scozzesi mi hanno lasciato stupefatta per la loro agilità, sono degli stambecchi e vi guarderanno con compassione mentre cercate di mantenere una dignità salendo una china con delle scarpe assolutamente inadeguate.

Per i più coraggiosi (e i meno atletici), potete barattare l’Arthur’s Seat con una visita ai Real Mary King’s close (suggestiva – ma anche molto turistica – visita guidata in costume di un dedalo medievale di vicoli sotterranei, infestati dalla peste e qualcuno dice dai fantasmi…).

Dove mangiare a pranzo e a cena: considerate che l’Old Town è piena di pub quindi avrete solo l’imbarazzo della scelta  

The last drop tavern (pub dove i condannati a morte venivano a farsi un cicchetto)

Conan Doyle pub (assaggiate le tipiche pie)

Pop Up Geeks per bere (un locale tutto a tema Game of Thrones, ma occhio che l’ambientazione cambia sempre).

Altri locali consigliati (ma occhio ai prezzi!)

  • Ondine
  • Wedgwood
  • Witchery by the castle
  • Devil’s advocate (pub)
  • David Bann (vegetariano)
  • Villager
  • Mums (cafè)
  • Oink (street food)

Terzo giorno

Ultimo giorno a Edimburgo ma non andatevene senza visitare prima il National Museum of Scotland, uno dei musei più originali che avrete la possibilità di visitare. Ripercorre la storia della Scozia dalle origini geologiche fino agli anni 90. È interattivo, bislacco, architettonicamente stupefacente. Spassosissimo. 

Visita al Greyfriars bobby, il monumento più fotografato della città, dedicato a un cagnolino che conquistò il cuore dell’opinione pubblica britannica , vegliando la tomba del padrone per 14 anni dal 1858 al 1872. Proprio di fronte al monumento, c’è appunto il cimitero Greyfriars Kirkyard, uno dei luoghi più evocativi della città. I fan di Harry Potter ne rimarranno felici visto che sono molti i segni del maghetto all’interno, compresa una scuola confinante la George Heriot’s School che divide gli studenti in case…vi ricorda qualcosa? Gli altri potranno comunque ammirare uno dei cimiteri monumentali più amati d’Europa, ricco di suggestioni e leggende. 

Dopo una pausa all’Elephant house o in altre caffetterie in zona (come il Dovecot Coffee, Spoon o il Brew Lab Coffee), potete dedicarvi al Museo di Anatomia (gli scozzesi hanno solo musei strani) oppure alle librerie Blackwell e Till, nella zona. Per poi spiaggiarvi al parco cittadino the Meadows (letteralmente una distesa di prati lunga 1,5 km): il tragitto per arrivare in primavera è ricoperto dai petali dei ciliegi che affiancano la strada.

Dove mangiare a pranzo: Mums Great Comfort Food (porzioni sostanziose, cibo tipico scozzese, ambientazione da diner).

Tappe extra:

Se avete il passo di Flash Gordon, avete già visitato tutti i luoghi principali di Edimburgo e vi rimane voglia di affrontare tappe un po’ fuori dall’ordinario, potreste provare una delle seguenti mete:

  • il quartiere portuale del Leith, dove potete ammirare il panfilo reale Britannia e mangiare in uno dei tantissimi locali che servono pesce e altre specialità del luogo
  • il quartiere residenziale di Stockbridge dove potrete trovare il Royal Botanic garden e villette in stile georgiano, l’ideale per una passeggiata all’aria aperta. 
  • se siete amanti dell’arte, fate tappa ai due edifici in stile neoclassico della Scottish National Gallery of Modern Art vicino al Dean’s Village. 
  • un museo più particolare è il People’s story nella Old Town che illustra vita, lavoro e passatempi degli abitanti di Edimburgo dal XVIII secolo a oggi. Ingresso libero.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.