Miscellanea

Tre giorni in una Praga letteraria

L’autunno è la stagione ideale per visitare Praga, una gemma millenaria che alterna le sue glorie medievali alla florida arte liberty. Godersela in tre giorni è possibile, in quanto la capitale ceca è piccina, da visitare tutta a piedi, o al limite, su uno dei suoi tram colorati.

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La città è divisa in quartieri e il consiglio è quello di suddividere il tempo a vostra disposizione seguendone i contorni. I principali sono: 1) Staré Město (Città vecchia)  2) Mala Strana (Città piccola) 3) Nove Mesto (Città nuova) 4) Josefov (il quartiere ebraico) 5) Hradcany (il quartiere del castello).

In questo potrà agilmente venirvi in aiuto la carissima pocket di Lonely Planet (preziosissima soprattutto per i locali dove bere e mangiare).

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Imboccate l’ingresso della Torre delle Polveri, è questo l’inizio del vostro cammino all’interno della Città vecchia. Dopo aver ammirato quel gioiello in stile secese che è la Casa Municipale, potete percorrere un brevissimo tragitto costellato da negozietti e vecchi lampioni, che vi condurrà nella città Vecchia, uno spazio che, qualsiasi direzione prendiate, ovunque volgiate lo sguardo, contiene un pezzo di storia. A cominciare dall’Orologio Astronomico, capolavoro di meccanica, tutt’ora funzionante. Allo scoccare dell’ora, inizia uno spettacolo senza tempo con statuine che prendono vita. Attenzione a ottenere una buona visuale, non semplicissimo per via delle tante macchine fotografiche che riprendono l’evento. Ma il gioiello della piazza è sicuramente la Cattedrale di Tyn che svetta su tutto con le sue guglie nere. Vi sembrerà Hogwarts. E ancora la statua di Jan Hus, simbolo austero di libertà, il Klementinum con la sua facciata barocca. Vale la pena visitarlo al suo interno per la biblioteca e la torre astronomica.

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Procedete poi in direzione di Ponte Carlo, la vera meraviglia di Praga, specialmente al tramonto e alla sera (decisamente più sfollato). Le leggende sulla sua costruzione sono numerosissime così come quelle legate alle statue che lo popolano e anche il fiume, la Moldava, non sfugge dalle superstizioni. Si dice che sia popolato da folletti che rapiscono l’anima di chi ci cade dentro. Ma le leggende, si sa, sono il sangue che scorre nelle vene di Praga.

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Attraverso il ponte arriverete a Mala Strana, un quartiere un tempo popolare, come ben racconta lo scrittore Jan Neruda ne “I racconti di Mala Strana”. Sulla Nerudova, via intitolata a nome dell’artista, potrete ammirare al posto dei numeri civici delle insegne particolari che danno il nome alle case: l’aragosta verde, la casa dei due soli…una bella salita che vi aiuterà a smaltire il goulash e la birra. Ma la parte più bella è sicuramente la Chiesa di San Nicola.

Se visitate il quartiere di giorno, potete passare a fare uno scatto al muro di John Lennon (protagonista indiscusso della ribellione al regime comunista) nella parte bassa del quartiere e potete fare una visita al surreale museo di Kafka (non il solito reliquiario per scartoffie ma un bel viaggio nel perturbante). Lì a due passi poi c’è la Shakespeare and Sons, una libreria internazionale che commuoverà qualsiasi bibliofilo.

Il giorno dopo invece prendetevi l’intera mattinata per la visita di Hradcany, il complesso del Castello, uno dei più grandi d’Europa, ricco di storia. Vi basti sapere che è stata la dimora di Rodolfo II, uno dei mecenati più all’avanguardia dei reali europei. Naturalmente matto come un cavallo. Qui potrete ammirare la Cattedrale di San Vito (al suo interno solo meraviglie), il Vicolo d’Oro (dove abitavano gli alchimisti), i giardini reali con numerosi punti panoramici e molti altri edifici. Si può fare un biglietto cumulativo per visitare tutto. Uscendo dal castello non vi azzardate a evitare la strada dell’ex-servitù alle dipendenze della corte: Novy Svet. E passate anche da Loreto, un convento barocco magnifico.

Questo tragitto vi condurrà al Monastero di Strahov, una tappa leggermente fuori porta (stiamo parlando sempre di piccole distanze) che ad una modica cifra vi permetterà di visitare una biblioteca che, diciamo, ha una suo perché. Abbiamo un po’ penato per fare questa foto visto che prima c’erano dei visitatori privati con dei kway orrendi a rovinare tutto e poi per un quarto d’ora una signora che passava lo scopettone. La polvere è la nemica numero uno, a quanto pare.

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L’ultimo giorno sarà dedicato al quartiere ebraico, una delle parti più antiche e suggestive di Praga. Inevitabile iniziare dal cimitero ebraico che fa parte di un complesso più grande formato da varie sinagoghe. Anche qui si può acquistare un biglietto cumulativo. Il ghetto, ancor più che il resto della città, è attorniato da leggende tra cui quella del Golem e del rabbino Loew, sepolto proprio nell’affollattissimo cimitero ebraico. Una curiosità: sapete che la sua tomba – così come quella di altri celebri ebrei sepolti lì – è piena di sassolini? È tradizione infatti per il popolo a lungo esule lasciare anziché fiori, pietre che trovavano lungo il loro cammino.

La sinagoga più bella comunque è quella spagnola, in stile moresco. Fuori potrete ammirare anche un monumento dedicato a Kafka. Indovinate un po’? Anche questo molto “strano”. Il quartiere ebraico comunque è uno dei più lussuosi ed eleganti della città, durante una breve passeggiata potrete trovare facilmente locali in cui pranzare che accontentino la vostra instagram vibe.

Per completare il vostro giro, passate da Piazza San Venceslao, patrono nazionale (una piazza lunghissima piena di negozi tra cui la Palach Luxor, la libreria più grande di Praga). Se siete amanti dell’architettura, date uno sguardo alle case danzanti, sempre all’interno di Nove Mesto, la parte nuova della città in cui potreste visitare – con un po’ più di tempo a disposizione – anche il museo di Alfons Mucha e il museo del comunismo.

Comunque il vero protagonista del nostro viaggio è stato senza dubbio lui: il trdelnik. Non è esattamente un tipico dolce ceco, è presente un po’ in tutta l’Europa dell’est ma è buono assai, nonostante odori di trappola per turisti.

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Le chicche:

  • Ascensore che non si ferma mai dentro il Municipio
  • Collina di Petrin
  • Isola di Kampa
  • Good food per il Trdelnik
  • U Zlate Konvice, locanda un po’ turistica un po’ tipica con musica dal vivo molto folkloristica e animali appesi alle pareti
  • Kolonial Pub
  • Bake Shop Praha
  • Maitrea (locale vegetariano ASSURDO)
  • Duplex (se siete giovani e volete andare a ballare)
  • Local Arists e Manifaktura per dei souvenir non scontati e di qualità

 

 

 

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