Libri

Telomania: quali tascabili comprare?

Dal 1 al 30 Giugno ritorna la #telomania , una febbre inarrestabile che sembra colpire i lettori senza distinzione di sesso, etnia, religione e ampiezza del portafogli.
Einaudi tascabili telo mare omaggio

La promozione lanciata dalla casa editrice Einaudi nel 2016 si replica in maniera identica anche quest’estate: comprando due libri Einaudi tascabili, si riceve in regalo un telo mare (in realtà una stuoia in tessuto ma questa definizione non risulta molto allettante per gli slogan pubblicitari, no? Immaginiamone uno per un momento: “per i lettori in regalo una leggera stuoia di stoffa ruvida”). Il telo mare (vd. sopra per l’adozione della definizione controversa) nelle stampe e nei colori si ispira ai grandi classici della letteratura di mare. Dopo Moby Dick, è il momento di Stevenson con L’isola del tesoro (illustrazione di Andrea Alemanno).

L’iniziativa si situa a metà strada tra il marketing furbacchione e…no, niente è una pura operazione di marketing. Un modo ruffiano ma elegante per ingraziarsi e coccolarsi i lettori. Io ovviamente ci sono caduta con tutte le scarpe, oltre che con grande piacere.

Se anche voi volete crogiolarvi al sole sulle parole di autori illustri (e defunti) ma non sapete come orientarvi nella scelta di titoli (il catalogo Einaudi è ricchissimo), ecco una piccola guida senza pretese (ma divisa in categorie) che vi possa aiutare a decidere con quali personaggi trascorrere la vostra estate.

Classici

Tra i lettori (quelli un po’ pigri, se posso dire) si condivide una convinzione: i classici si leggono solo ad Agosto. C’è più tempo, più concentrazione, più voglia di immergersi in un’altra epoca. Così si dice, quanto meno. E allora, quali classici procurarvi?

I Buddenbrook , Thomas Mann

Uno dei classici più sottovalutati di sempre. I Buddenbrook, come da sottotitolo, è la storia del declino di una famiglia borghese. Thomas Mann indaga nelle pieghe più sottili del quotidiano, riuscendo ugualmente a creare un’epopea.

Madame Bovary , Gustave Flaubert

Lo so. Lo so che c’è ancora qualcuno che non ha letto Madame Bovary. Ebbene, questa potrebbe essere l’occasione giusta. Bovary, c’est moi.

L’isola di Arturo, Elsa Morante

Ok, non è propriamente un classico (ancora) ma è una colonna portante della letteratura italiana del Novecento. Inoltre Elsa Morante ha uno stile che coniuga perfettamente personaggi dal moderno impianto psicologico a un gusto per la parola vicino ai classici con la sua prosa sontuosa e colta. Ambientato su un’isola – Procida – è il racconto di un’estate selvaggia, quasi piratesca, un romanzo di formazione e, come tutte le storie della Morante, una storia di amori sotterranei e impossibili.

Libri di culto

La prossima categoria è difficilmente definibile. Un libro di culto è quel titolo che quando viene citato genera reazioni di ammirazione semi universale (come ad esempio, gesticolazione frenetica e ripetuti cenni di assenso col capo). Nella mia vita da lettrice ne ho incontrati tanti fortunatamente. All’interno del catalogo Einaudi, due sono gli autori che rientrano perfettamente nella categoria: Kristof e Hrabal.

Trilogia della città di K., Agota Kristof

Una rete ingarbugliata di storie nere, perturbanti. Per chi cerca un rompicapo senza soluzioni facili.

Una solitudine troppo rumorosa, Bohumil Hrabal

Una storia di libri raccontata da un analfabeta. Ma in realtà una storia molto, molto più grande di ciò che è contenuto in questo libello iconico di cento pagine scarse.

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Americana

La letteratura americana è il mio grande amore. Non che si debba per forza esprimere una preferenza, la letteratura non è un agone ma se lo fosse, gli americani vincerebbero per me.

La macchia umana, Philip Roth

Roth è un uragano. Un autore che possiede una voce unica, tirannica. Spadroneggia su di voi come un despota ma la libertà di seguirlo è tutta vostra. Se volete tuffarvi in questo oceano, vi consiglio di partire da La macchia umana di cui vi ho parlato qui.

Le correzioni, Jonathan Franzen

Un romanzo familiare. Un classico del romanzo. Adesso rovesciatelo, imbottitelo di immagini esilaranti (e tragiche), verbosità e deliri. Eccovi Franzen. Giuro che è bello.

Cosmopolis, Don DeLillo

DeLillo è uno dei profeti del nostro tempo. Cosmopolis è una fotografia del capitalismo. è spietato, un nostos postmoderno che ci trascina nelle paranoie dell’Occidente. Anche di questo titolo ho parlato ampiamente qui.

Racconti

A volte sembra che chi legga racconti appartenga ad una strana setta. Sono pochi, si comportano in maniera misteriosa, sono restii a divulgare le loro conoscenze. E pare che leggano solo racconti, non fanno che parlarne. Poi ti accorgi che forse non sono loro i zoroastriani ma sei tu il nazista del romanzo, pieno di pregiudizi nei confronti del genere più bistrattato della letteratura.

Ecco, per chi vuole guarire:

Nove racconti, J.D. Salinger 

J.D. Salinger, devo aggiungere altro? Sagacia, tristezza, ironia, disperazione, bellezza. Tutto in una raccolta. Che volete di più?

Chi ti credi di essere?, Alice Munro

Alice Munro è una grande scrittrice. Questa raccolta si propone di spezzare una vita in tanti momenti significativi. La vita di una figlia, un’amante, una madre, una studentessa, una lavoratrice, una donna. Quante identità hai? Quante maschere indossi?

Letteratura globale

In questo articolo, Francesco Guglieri vi spiega molto meglio di me cos’è il global novel. 

Per chi si accontenta delle definizioni affrettate: la globalizzazione – oggi più che mai sentita dall’assenza di confini portata dalla tecnologia digitale e dagli inarrestabili flussi migratori – ha prodotto una letteratura che cerca di essere quanto più possibile universale. Il risultato di questi sforzi sono ravvisabili in romanzi contaminati, a livello linguistico e culturale, trasversali, capaci di raggiungere un vasto e imprevedibile numero di lettori (al di là delle frontiere nazionali).

Americanah, Chimamanda Ngozi Adichie

La storia di una ragazza nigeriana che emigra negli Stati Uniti. Un romanzo che affronta le mille e complesse conseguenze di essere straniero. Dentro e fuori dalla tua madrepatria. In più, una bellissima storia d’amore.

Il fondamentalista riluttante, Hamid

Di Hamid in realtà invito a leggere Exit West. Un romanzo politico di cui sentivamo tanto il bisogno. Però non è ancora uscito in edizione tascabile quindi per il momento facciamo che leggiamo anche tutto il resto della produzione di questo scrittore pakistano?

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Italiani, brava gente

Molti dei lettori che frequento sono esterofili. Ecco, per riportare un po’ d’attenzione verso gli autori italiani validi.

Michele Mari così, senza spiegazioni.

Marcello Fois e Domenico Starnone 

Uno scrittore sardo, l’altro campano. Due modi diversi d’intendere e raccontare la famiglia. Il primo ha scritto una saga, il secondo un romanzo breve e spietato. La saga dei Chironi e Lacci. Starnone più perfido, sottile e cinico. Leggere Lacci ti provoca una strana sensazione di godimento (si divora) e strazio (al centro della storia, un matrimonio a pezzi). Fois invece tesse una prosa di lungo respiro, ricca di descrizioni auliche di una Sardegna primigenia in cui i padri sono giganti che portano sulle spalle famiglie disgraziate.

Se non ce l’hai, non sei nessuno

Ci sono dei titoli che hanno letto tutti tranne te. Spesso sono delle opere banalissime e trascurabili. Questa volta no.

Open di Andre Agassi è la biografia di un tennista scritta da un premio Pulitzer (J. R. Moehringer). è tanto semplice quanto bella.

Chicca

La chicca è quel libro delizioso forse conosciuto da molti ma letto da ancora troppo pochi lettori.

La porta di Magda Szabò è il titolo perfetto per questa categoria. Scrittrice ungherese portentosa. La sua è una storia di conflitto e memoria, impreziosita da una scrittura minuziosa.

Saggi

Per gli intrepidi che non hanno paura dei saggi, roccaforti della conoscenza approfondita nell’epoca dell’exaflood informativo.

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Armi, acciaio, malattie, Jared Diamond

Un classico delle scienze sociali, sebbene relegarlo ad una sola disciplina significa fargli un torto. Il sottotitolo è esplicativo: breve storia del mondo negli ultimi tredicimila anni.

La situazione è grammatica, Andrea De Benedetti

Un libello di linguistica leggero e ironico, da regalare ai grammar nazi o a chi crede che la lingua sia un monolite da venerare e non un fiume in piena.

Cosa prenderò io (no, non li ho ancora letti)

Lessico Familiare, Natalia Ginzburg

Considera l’aragosta, David Foster Wallace

Consigliati da voi

Concludiamo con una lista di titoli che da sempre mi vengono bonariamente sbattuti sul muso accompagnati da una rabbiosa esortazione a leggerli quanto prima.

A volte ritorno, John Niven

L’arte della gioia, Goliarda Sapienza

Accabadora, Michela Murgia

All’iniziativa partecipano moltissime librerie (sì, comprese Feltrinelli e Mondadori). Se invece volete comprare online, potete farlo su ibs.

DISCLAIMER: Sono un’affiliata ibs per cui se acquistate qualcosa tramite i link del post riceverò una piccola commissione sul vostro acquisto (no, tranquilli, non siete voi a pagare). Se vi va di supportare la mia attività di “spacciatrice di libri” questo è un buon investimento.

*Foto del bot di Einaudi su Twitter

 

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5 thoughts on “Telomania: quali tascabili comprare?”

  1. Non hai idea di quanto sia contenta del fatto che hai ripreso ad aggiornare il sito regolarmente 😀 Poi questa versione su wordpress è molto più bella e funzionale.

    Comunque consigli bellissimi come sempre, grazie mille! “Trilogia della città di K” è meraviglioso, l’autrice ha una scrittura particolarissima che ti fa “soffrire” insieme ai personaggi, mi ha conquistata.

    Io penso che prenderò “Armi, acciaio e malattie” e “I Buddenbrook” (sì, sono una di quelle che non possono farsi mancare una saga familiare nel periodo estivo”). Da leggere ho anche Lessico famigliare, L’isola di Arturo e Madame Bovary, ma questi già sono in mio possesso.

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  2. Insomma, ammetto che mi ci sono “tuffata” anche io all’arrembaggio del telo mare…in realtà ne ho anche approfittato per sostituire le mie consunte copie tascabilissime di Jane Eyre e Persuasione, acquistate quando ero molto più giovane e molto più povera…

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