Libri

Dialogo con Paolo Cognetti su “Le Otto Montagne”

Un Sabato piovoso di inizio Maggio. Io e Paolo Cognetti in una libreria di Vigevano (Le notti bianche, gestita dalla super libraia Ludovica). Io su uno sgabello, lui su una poltrona.  Una chiacchierata per presentare ai lettori il suo ultimo romanzo, “Le otto montagne”, candidato al Premio Strega e tradotto ormai in più lingue di quante possiate elencare.

Paolo è uno degli scrittori italiani che seguo con più piacere e affetto. Il passaggio a Einaudi segna una nuova fase della sua carriera, probabilmente più matura. Certo è che, pur ritenendo “Le otto montagne” il suo romanzo più solido (ve ne parlo più approfonditamente qui), non posso certo definire opere minori libri che ho amato come “Sofia si veste sempre di nero” e la raccolta di racconti “Una cosa piccola che sta per esplodere” (il titolo è un omaggio a Carver), tutti editi da minimum fax.

Se vi va di ascoltare quaranta minuti e rotti di chiacchiere letterarie sulla montagna, Jack London, Primo Levi e gli sciatori, Matteo è stato così gentile da riprendere la presentazione. Purtroppo si è sentita l’assenza di Lucky, il cane di Paolo che di solito lo segue quasi ovunque.

La bellissima immagine che vedete in evidenza è di Loris Insinna che ha un meraviglioso progetto fotografico su Instagram. A lui tutti i meriti e gli onori.

Le otto montagne di cellulosa.jpg

Libri citati:

Le otto montagne

Sofia si veste sempre di nero

Una cosa piccola che sta per esplodere

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